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Perché
la scuola è così noiosa?
La mia
professoressa del liceo mi diceva che lei forgiava la classe
dirigente nel sacrificio e che imparare liste di nomi e
date mi avrebbe rafforzato la mente. Visto che resistevo
mi bocciò. Ma poi la vita mi ha dimostrato che ho
fatto bene a non perdere tempo in esercizi di mnemonica
inutile.
Sono
passati 25 anni e oggi mi trovo a leggere i testi di scuola
di mia figlia undicenne e trovo lo stesso gusto per le parole
difficili e le informazioni inutili.
Ad esempio,
la descrizione della cellula è piena di parole in
grassetto praticamente impronunciabili come "mitocondrio"
ma ci si dimentica di spiegare realmente come funziona la
cellula.
Ecco
che mi è nata la voglia di realizzare una serie di
testi per le scuole medie che valorizzino la capacità
di ragionare, capire, essere curiosi e non il culto delle
parole difficili.
Il contatto
con alcuni insegnanti e direttori didattici ci ha poi sollecitato
nell'ampliare la nostra proposta per le scuole.
Sono
sempre stato un ammiratore dell'esperienza degli asili di
Reggio Emilia (l'asilo Diana ne è il capostipite)
e da anni, alla Libera Università di Alcatraz
teniamo agli studenti lezioni in mezzo alla natura. Li portiamo
nei boschi, a visitare le coltivazioni , a vedere come si
fa il formaggio, cercando sempre di divertirli e interessarli.
La nostra
critica centrale alla scuola italiana è che essa
brilla per la sua astrattezza. Impone nozioni e non insegna
a ragionare con la propria testa e a sviluppare la capacità
creativa e di iniziativa. Non insegna a muoversi in questo
mondo né a lavorare.
Il metodo
dell'asilo Diana è quello di porre dei problemi ai
bambini e lasciare che inventino soluzioni. Si lavora per
grandi temi.
Di che
cosa si tratta è semplice a dirsi. Il sistema per
insegnare ai bambini piccoli si basa, generalmente, su giochi
"istruttivi": Ad esempio, si danno ai bambini
cappelli colorati e ciascun bambino chiama gli altri col
nome del colore. Così imparano a memoria i colori
giocando. Il nuovo metodo (ideato da Loris Malaguzzi) si
basa invece sulla convinzione che i bambini piccoli possano
già imparare a ragionare. Li si incoraggia così
a osservare la realtà (l'acqua, il sole o le ombre)
e a ragionare su quel che vedono. Facendo questo gioco i
bambini imparano a costruire le proprie idee partendo dai
fatti. Imparano a guardare la realtà. Imparano a
usare la mente come strumento.
Ad esempio,
un intero anno è stato dedicato a chiedersi:
cos'è l'ombra. I bambini guardano l'ombra. Vedono
che c'è, vedono che si muove. Vedono che si muove
anche quando le cose stanno ferme, perché si muove
il sole. Se si copre un'ombra coi sassi, l'ombra va sui
sassi. Se si chiude la porta l'ombra va sulla porta. Se
la si inchioda non si ferma. Cos'è un'ombra?
A Reggio
Emilia applicano questo metodo di insegnamento da oltre
quarant'anni negli asili comunali. E' un'esperienza nota
in tutto il mondo che ha imitatori dal Giappone al Canada.
Il governo svedese ha deciso di adottare questo metodo in
tutti gli asili. In Italia invece non se ne sa quasi niente.
Ovviamente
a fianco di questa metodologia, nelle classi elementari
e medie bisognerebbe inserire anche attività di studio
vero e proprio, ma sempre partendo da problemi concreti.
La proposta
che stiamo elaborando per alcune scuole parte dal lavoro
su progetti concreti e non su simulazioni. Ovviamente questo
progetto prevede
di formare in modo appropriato gruppi di insegnanti che
diventino così in grado di gestire un percorso di
apprendimento completamente diverso.
Ecco
alcune idee.
Ciclo
elementari
Il lavoro
della classe dovrebbe essere incentrato sulla coltivazione
di orti scolastici e sull'allevamento di piccoli animali.
I bambini possono coltivare gli ortaggi, rendersi conto
direttamente del ciclo vitale delle piante e studiare tutti
i problemi che si pongono via via, così si affronterebbero
concretamente problemi di aritmetica (contare i semi e i
frutti), geometria (suddividere l'orto in settori),
astronomia (quando seminare seguendo il ciclo delle
lune),
italiano
(scrivere i nomi delle piante, tenere registri con le annotazioni
dei lavori da fare e di quelli fatti, leggere informazioni
sulle tecniche di coltivazione), biologia (il ciclo
vegetale), chimica (la qualità della
terra, la fertilità),
storia
(l'invenzione dell'agricoltura e degli attrezzi da lavoro
e il suo sviluppo), geografia (il clima, l'esposizione
al sole richiesta da ogni pianta).
Infine
i bimbi possono portare a casa ai genitori il cibo frutto
del loro lavoro. Quale gratificazione può essere
migliore per un bambino che essere utile alla propria famiglia?
Un discorso
analogo potrebbe essere fatto per l'allevamento di piccoli
animali.
Una
simile didattica non cancellerebbe completamente le lezioni
tradizionali ma le ridurrebbe drasticamente allo stretto
necessario per apprendere a leggere, scrivere e far di conto.
Parti del programma nozionistiche, come l'analisi grammaticale
verrebbero cancellate e sostituite con letture veramente
appassionanti, esperienze di teatro, burattini, racconti
inventati dai ragazzi e dalla realizzazione di cortometraggi
in video e storie a fumetti sulle esperienze fatte nell'orto
e con gli animali.
Scuola
media inferiore
I ragazzini
di 10 anni sono già in grado di affrontare e risolvere
problemi più complessi. Oltre a continuare l'attività
di orticultura e allevamento essi potrebbero occuparsi di
monitorare le spese della propria famiglia.
Questo
è possibile senza dover parlare di "quanto guadagna
tuo padre" il che potrebbe imbarazzare qualcuno. Si
tratta invece di sapere quanto spende ogni famiglia per
i prodotti di base (pasta, olio, vino, biscotti, conserva
ecc.). Quindi si potrebbe di analizzare la qualità
dei cibi consumati e indagare sulla composizione del prezzo
delle merci.
Visto
che attualmente in Italia c'è un meccanismo di distribuzione
commerciale che premia i prodotti a prezzi più alti,
di qualità inferiore ma molto pubblicizzati i ragazzi
non ci metterebbero molto ad accorgersi che le loro famiglie
potrebbero spendere di meno consociando le loro spese. Essi
potrebbero quindi organizzare l'acquisto collettivo dei
prodotti di prima necessità e, utilizzando le associazioni
di acquisto collettivo già attive in Italia, arrivare
a ordinare le merci, raccogliere i soldi, pagare le fatture
tramite vaglia, tenere i registri degli acquisti e dei consumi,
programmare i tempi delle ordinazioni successive, calcolare
il costo del denaro, sconti, tempi di pagamento e dimostrare
poi ai propri genitori che sono in grado di far risparmiare
un 10% sulle spese fondamentali ottenendo contemporaneamente
un miglioramento e una razionalizzazione della qualità
della dieta.
Anche
qui si innescherebbe una forma di gratificazione da parte
della famiglia, uno sviluppo dell'autostima degli adolescenti.
E finalmente
riusciremmo a dare ai nostri figli una coscienza alimentare
e una corretta cultura dei cibi e dei consumi.
Potremmo
poi far sì che i ragazzi gestiscano la scuola come
luogo di incontro e di festa, fuori dagli orari scolastici,
anche qui affrontando costi, carichi di lavoro e problemi
di gestione e pulizia.
Ugualmente
essi potrebbero studiare geografia
programmando e organizzando le gite scolastiche.
Finalmente
avremmo ragazzi che escono dalla scuola e sanno fare una
prenotazione di un biglietto ferroviario, spedire un vaglia,
compilare un ordine e fare un business plain.
Scuole
superiori
Qui
bisognerebbe fare progetti diversi a seconda degli indirizzi
di studio.
Anni
fa preparammo un progetto, mai realizzato, per un istituto
turistico sperimentale.
L'idea
era quella di lanciare una sottoscrizione tra ristoratori,
albergatori e negozianti per incrementare il tempo di permanenza
dei turisti in una cittadina (quale commerciante negherebbe
un obolo di 200 mila lire agli studenti della scuola cittadina
rinunciando così a esporre l'autoadesivo realizzato
dai figli delle sue clienti? OK, è uno sporco ricatto,
ma è il caso che i ragazzi imparino a vivere in questo
mondo, il quale, attualmente, è una giungla)
Con
questi soldi e un finanziamento della CEE, la scuola avrebbe
acquistato un terreno di 10 ettari che i ragazzi avrebbero
trasformato in un parco con bosco didattico, un giardino
con coltivazione di erbe officinali e piante da fiore e
uno zoo appenninico con animali allo stato semi selvatico.
Quindi avrebbero organizzato una campagna pubblicitaria
rivolta al pubblico e alle agenzie turistiche volta a far
fermare i pullman dei gruppi nel loro parco.
Anche
qui le lezioni vere e proprie sarebbero poi entrate nello
specifico e nel pratico delle linee di studio scelte, offrendo
la possibilità di stage di lavoro presso aziende,
laboratori e professionisti così come lezioni tenute
da operatori dei vari settori che raccontavano le loro reali
esperienze di lavoro (il mondo del lavoro deve entrare nella
scuola). Ovviamente
a ragazzi di questa età sarà necessario anche
offrire una formazione culturale generale ma sempre preferendo,
all'apprendimento nozionistico e alle interrogazioni, la
pratica dell'analizzare i problemi insegnando a usare gli
strumenti di ricerca (libri, internet, biblioteche, videoteche,
audioteche).
Anche
in questo caso cancellerei lo studio generalizzato di cose
inutili per la stragrande maggioranza dei cittadini, come
le espressioni di primo e di secondo grado che tutti abbiamo
studiato, pochissimi hanno capito e quasi nessuno si è
trovato a usare veramente nel lavoro. Simili argomenti vanno
limitati a chi è già giunto a un livello di
specializzazione.
Invece
sarebbe il caso che non si tacesse completamente sui nodi
esistenziali che i ragazzi affrontano quotidianamente: la
sessualità, le dinamiche interpersonali, i metodi
della discussione collettiva, il funzionamento dei mass
media, la psicologia della violenza, il funzionamento della
criminalità e quello della legge e dei tribunali,
i doveri e i diritti dei cittadini, che cosa sono le malattie
mentali, l'alcolismo, la droga, la pornografia, la manipolazione
di sette religiose e organizzazioni estremiste, i pericoli
della strada e della velocità.
Se a
scuola si organizzassero feste anche la sera in un ambiente
conosciuto e protetto e se i ragazzi ogni tanto venissero
portati a visitare un reparto di traumatologia, un pronto
soccorso o un centro di aiuto ai drogati, avremmo meno drammi
tra i giovani. Invece sono estremamente convinto che lo
studio mnemonico dei prodotti degli stati del sud America
sia propedeutico al consumo dell'eroina e al suicidio.
Ovviamente
un simile orientamento didattico richiederebbe di adottare
testi di studio totalmente diversi, organizzati per problemi,
pieni di racconti e spunti di approfondimento discussione
e ricerca.
Stiamo
lavorando alla realizzazione di una nuova edizione del libro
"La vera storia del mondo", un manuale rivolto
ai ragazzi delle superiori e abbiamo realizzato "L'enciclopedia
del sesso sublime" che
stiamo preparando
in versione cd-rom.
Siamo
anche alle prese con un libro di storia, uno di biologia
e uno di matematica per le scuole medie inferiori.
Via
via che realizzeremo i capitoli di questi libri di testo,
li pubblicheremo su questo sito.
Ci piacerebbe
che chi ha idee, consigli e critiche ce li facesse pervenire
via e-mail. Ovviamente siamo interessatissimi anche a trovare
persone in grado di sviluppare autonomamente pezzi di questo
progetto che avrà come primo gradino la pubblicazione
di un libro che si potrebbe intitolare: "Signor ministro,
vorrei una scuola che non mi uccidesse di noia!"
Jacopo
Fo
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