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20 Dicembre 2003 - Il quotidiano comico delle buone notizie
C@C@O Elefante (edizione del sabato)


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Prima della storia di Babbo Natale una notizia.

Un articolo pubblicato su http://www.iraq4allnews.dk/viewnews.php?id=34878 fa notare che il colore giallo dei datteri mostrati nella foto si presenta solitamente nel periodo che va da agosto a settembre, fine settembre al massimo. Qualunque iracheno sa che e' impossibile trovare datteri gialli in dicembre in Iraq. Sarebbe come da noi vedere dei meli in fiore in agosto. Botanicamente improbabile.
Tra l'altro si sostiene che la notizia dell'arresto doveva essere data tra qualche tempo ma un giornalista israeliano avrebbe scoperto tutto, costringendo i vertici Usa a dare la notizia ora.


La storia di Babbo Natale

Sapevate che intorno alla storia di Babbo Natale c'e' un giro di prostituzione?

Il Babbo Natale come lo conosciamo oggi, con la lunga barba bianca e il vestito rosso lo ha inventato Haddon Sundblom, chiamato "Sunny", nel 1931, per una campagna pubblicitaria della Coca Cola. Il Babbo Natale di Sundblom era perfetto, sia come icona per i bambini, sia come uomo della Coca-Cola: piu' grosso del normale, di un rosso brillante, sempre allegro, con un ampio girovita.

Ma chi fu il primo Babbo Natale, inteso come "donatore di regali"?
Fu San Nicola, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo. Nato a Myra (l'attuale Turchia) da una famiglia ricca, rimase presto orfano a causa della peste. Allevato in un monastero a soli 17 anni divenne uno dei piu' giovani preti dell'epoca.
Molte storie vengono raccontate sulla sua generosita'. Si dice che usasse gettare nella strada sacchi pieni di monete d'oro, ma la leggenda piu' interessante e' quella delle tre giovani ragazze destinate alla prostituzione. Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perche' caduto in miseria, decide di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta del vecchio castello, tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito. Tuttavia la terza notte Nicola trova la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio si arrampica sul tetto e getta il sacchetto di monete attraverso il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare.
In altre versioni posteriori, forse modificate per poter essere raccontate ai bambini a scopo educativo, Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini.
Secondo altre leggende sarebbe anche entrato in possesso del mitico Sacro Graal che gli diede il potere di creare cose in abbondanza da regalare.

Qualche anno piu' tardi Nicola divenne arcivescovo, ma un arcivescovo senza i paramenti ufficiali: solo una lunga barba bianca e un cappello rosso in testa.
Dopo la sua morte fu fatto Santo e inserito nel calendario.

Quando ci fu lo scisma tra Chiesa Cattolica e Chiesa Protestante ogni nazione invento' il proprio "Babbo Natale". Per i francesi era "Pere Noel", in Inghilterra "Father Christmas" (sempre dipinto con ramoscelli di agrifoglio, edera e vischio) e la Germania aveva "Weihnachtsmann" (l'uomo del natale).
Nessuno sa come ha fatto il cavallo bianco di S. Nicola a trasformarsi in un gregge di renne. Un libro del XIX secolo mostra una illustrazione in cui compare con una sola renna. Nel 1882 Clement Clarke Moore, professore di greco, scrisse per i suoi figli una poesia su Santa Claus dove parlava di otto renne.
In Svezia e' invece ancora rappresentato circondato da caprioli.

A proposito, le otto renne si chiamano Comet, Dancer, Dasher, Prancer, Vixen, Donder, Blitzen, Cupid, in italiano Cometa, Ballerina, Fulmine, Donnola, Freccia, Saltarello, Donato, Cupido.
Una presunta nona renna, chiamata Rudolph, naque, sempre a scopo pubblicitario nei grandi magazzini statunitensi Montgomery Ward, nel 1939. Questa nuova renna aveva un grosso naso rosso, molto utile a Babbo Natale nelle notti di nebbia.

Discorso a parte va fatto per l'Italia. Dal 1992 il Babbo Natale italiano e' legalmente Armando Narciso, ex ferroviere di Quarto, un paese della periferia di Napoli.
Ha fatto brevettare, con tanto di copyright, il marchio di Babbo Natale, trasformandosi nell'unico Santa Klaus italiano autorizzato. Non ci aveva mai pensato nessuno.
La notizia suscito' molto scalpore. Il leghista Mario Borghezio arrivo' addirittura a dichiarare "Babbo Natale e' un uomo del nord".

Concludiamo con altre due leggende. La prima narra che allo scoccare della mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, gli animali acquistino il meraviglioso ed inusuale dono della parola. Buoi, mucche, cavalli, maiali e polli iniziano a parlare tra di loro e si scambiano strani segreti sul genere umano. Non tentate di ascoltare le loro parole, porta sfortuna.
La seconda leggenda riguarda invece la nascita delle Stelle di Natale. Il 25 dicembre di un anno dimenticato dalla storia, un bimbo povero entra in una chiesa per offrire un dono a Gesu' nel giorno della sua nascita. Vergognoso per il triste mazzo di frasche che portava in dono, lascio' cadere una lacrima fra i ramoscelli. Spuntarono i piu' bei fiori rossi che i suoi occhi avessero mai visto.

Buon Natale a tutti.


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A cura di:
La redazione