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7 Dicembre 2003 - Il Cacao della domenica
C@C@O della domenica - Dario Fo e Franca Rame News


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ATTO SECONDO

All'aprirsi del sipario troviamo il regista intento a trafficare con i suoi strumenti elettronici.

ANASTASIA Si puo'?
REGISTA Oh, e' lei Anastasia... S'accomodi... Le diro' che dopo la mia sparata vergognosa di ieri, temevo d'averla perduta.
ANASTASIA Si dimentica che ho firmato un contratto, per il quale ho ricevuto solo il primo anticipo.
REGISTA Ah, ecco! Va bene... Si ricomincia allora... diamoci da fare che siamo in ritardo. Piuttosto, ha dato un'occhiata al testo del secondo tempo che le ho lasciato?
ANASTASIA Si', piu' che un'occhiata... me lo sono letto e riletto.
REGISTA E come le e' sembrato?
ANASTASIA Una schifezza! Al punto che ho pensato seriamente di comperarmi un burka e sparire... Ho anch'io la mia dignita', per Dio! Purtroppo in quel momento mi arriva una telefonata dalla banca per ricordarmi la scadenza della seconda rata del prestito... e cosi' la mia dignita' e' andata a farsi... come dire... fottere!
REGISTA La capisco, le scadenze finanziarie appiattiscono ogni santo principio, pare che anche Giuda avesse una scadenza finanziaria. Possiamo cominciare... io vado un attimo a cambiarmi.
ANASTASIA Scusi, posso dare un'occhiata a quello che abbiamo girato ieri?
REGISTA Prego... ho fatto giusto una selezione, sul tavolo c'e' il telecomando... si diverta.

Anastasia aziona il video. Parte la proiezione: appaiono le immagini (il tempo che il regista indossi il costume da nano) di Silvio-nano che si esibisce in danze piroette e buffe pantomime. Delle immagini riguardanti la donna intravediamo solo due passaggi a mezzobusto, ma dalla vita in giu', dove si notano solo le scarpe; commenti irati di Anastasia.

ANASTASIA Ma come? Ma io dove sono? Non mi si vede mai...nano maledetto! Solo lui... un estratto, chiamalo estratto... ma io quando arrivo? Ha eccomi... m'ha usata per fare la reclame delle scarpe! L'ammazzo!
REGISTA (rientra in scena travestito da nano) Eccomi qua!
ANASTASIA Scusi un attimo, devo fare un po' di chiarezza: ma io dove sono? Che selezione ha fatto?
REGISTA Beh, purtroppo...
ANASTASIA Mi ha eliminata?
REG. Mi sono dimenticato...
AN-VE Ah grazie!
REG. No, no, dicevo, mi sono dimenticato di accennarle una specie di introduzione... queste due prossime piccole scene, sono determinanti per lo svolgimento della storia. Qui succede che Silvio va letteralmente in crisi e non si accetta piu'... e alla fine arriva addirittura a fuggire. Cominciamo: "Veronica, aiutami a capire qualcosa di come ho gestito la mia vita... soprattutto sul rapporto con te e con i figli. Io non so ancora niente! Ieri ho conosciuto qui fuori nel parco nostro figlio, il piu' piccolo...
ANASTASIA-VERONICA Come conosciuto?
REG. SIL. Si', voglio dire... riconosciuto... me l'ero completamente scordato!
AN-VE. Ah, ecco...
R.SIL. Mi e' venuto incontro e mi ha detto: "Papa', perche' non ti compri un cane?" "Un cane? Perche'? Per me me, per te?" "No, no, per te." "E per farne che?" "Per farti accompagnare e non sbattere contro i muri." "Sbatto contro i muri?" "E certo! Se sei cieco e anche sordo." "Sordo e cieco io?" "Si', l'ha detto il Papa. 'Voi padroni del mondo che pensate al profitto e al potere, siete sordi e ciechi giacche' non vedete le miserie del mondo ne' sentite il lamento di milioni di disperati!" "Ma io li sento eccome e mi do da fare." "No! Tu fingi di darti da fare." "L'ha detto ancora il Papa?" "No, lo dico io!" Pac! Gli ho mollato un manrovescio... Capisci? La prima volta che parlo con mio figlio lo schiaffeggio!
AN-VE. Oh come mi spiace...
R.SIL. Ti spiace? Ma come? Se sei proprio tu a insegnargli 'sti discorsi da girotondina.
AN-VE. Ma che dici? Io sarei girotondina?
R.SIL. Si', tu. Guarda che mi ricordo di quell'intervista su Micromega. Proprio nel momento in cui andavo a dare la solidarieta' del popolo italiano all'America che entrava in guerra, tu mi hai dato contro su quella rivista estremista.
AN-VE. Ah, di quello te ne ricordi...
R.SIL. Certo, e mi ricordo anche del da fare che ci siamo dati tutti noi di Forza Italia in giro fin dall'alba a comprare tutte le copie appena uscivano, e loro della rivista a ristamparne delle altre, a migliaia, e noi a ricomprarle. Non hanno mai venduto tante copie in vita loro e mai le venderanno! Chissa' le sghignazzate che ti sei fatta tu alla faccia mia!
AN-VE. Scusami Silvio, ma non riesco piu' a starti appresso, un momento sei delicato e civile e poi di colpo diventi aggressivo e mi fai scenate, come adesso... lo stesso atteggiamento che hai avuto quando ho deciso di mandare i nostri figli alla scuola steineriana...
R.SIL. Ecco, a proposito, spiegami il perche', la ragione di questa scelta, cos'ha di tanto speciale questo metodo?
AN-VE. Ancora!
R.SIL. Si', l'ho dimenticato.
AN-VE. Innanzitutto questa scuola si preoccupa di non condizionare l'autonomia creativa dei bambini... cominciando col liberarli dalla schiavitu' della televisione.
R.SIL. Come, come? Quindi tu non gli hai permesso di guardare i programmi? Nemmeno quelli per ragazzini?
AN-VE. No, sono un disastro psichico e perfino morale, per dei bambini!
R.SIL. E questo contro il mio parere, il parere del loro padre, che, fra l'altro, gestiva gia' tre canali televisivi fin da allora! Bene, un bel modo esplicito per farmi fuori!
AN-VE. Scusa, eri tu stesso a commentare: "Io vorrei fare dei programmi piu' raffinati, colti, davvero spiritosi. Ma se la gente ama solo la schifezza, il rimbecillimento, cosa posso farci?"
R.SIL. Certo, hai in mente quell'insetto, una specie di cadmeo, che vive nel deserto e si ciba solo di escrementi?
AN-VE. Come no, lo stercorario.
R.SIL. Appunto. Allo stercorario, per vederlo felice, non puoi dargli che merda.
AN-VE. Ah, vedo che stai riguadagnando la tua bella logica da piazzista!
R.SIL. Oh, ti prego, fingi di non averla ascoltata. Non so come mi sia saltata fuori. E' una logica d'un cinismo che fa schifo! Ma scusa, era gia' il mio linguaggio di allora?
AN-VE. Si', ma non ti preoccupare, riprendevi subito quota appena tenevi i tuoi discorsi politici sull'educazione ai convegni televisivi, in quel caso la solfa era un'altra.
R.SIL. Che dicevo?
AN-VE. "Il nostro assillo e' l'unita' della famiglia, la saggia serenita' dei vecchi e la pura giocondita' dei bambini".
R.SIL. Ma che figlio d'Androcchia... Salta fuori un bel personaggio. Quasi quasi e' una fortuna che dal cervello mi sia sparita la memoria.
AN-VE. Ah, guarda come cura per la tua amnesia vorrei inchiodarti sulla poltrona e piazzarti davanti al video per una settimana intera col piu' piccolo dei nostri figli in braccio! (Sullo schermo vengono proiettate immagini inerenti i programmi televisivi di cui si parla) Vi vedreste passare davanti agli occhi, per sei volte al giorno, spettacoli di giochi a premi per fissati mnemonici, si vince facile, vai con la fortuna, la vita e' una lotteria, 1000 euro, 10.000, 250.000... Che botto! E poi sceneggiati con scene di sesso a tormentone, glutei all'aria, gemiti, tre stupri all'ora, diciotto pestaggi e morti ammazzati in quantita'! Figli e madri, che non si vedono da trent'anni, finalmente si incontrano! E dove? Nei tuoi studi televisivi! Urla di gioia, stupore, abbracci, lacrime a fiumi... e l'audience sale fino alle stelle! (Cantando) "Soldi! Soldi!"
R.SIL. (esegue un canto triste in grammelot napoletano)
AN-VE. Ma che ti prende? Canti in napoletano adesso?!
R.SIL. Si', e' una sceneggiata di dolore che mi ha insegnato Apicella! (Riprende a cantare).
AN-VE. Ma che ti succede?
R.SIL. Ma cosa sono diventato... non mi riconosco piu'! Se penso a me bambino (esegue una pantomima col contrappunto di grammelot russo dove rivive l'infanzia pattinando, tirando palle di neve e sciando) mi vedo li' che gioco coi pupazzi e le palle di neve, mi butto giu' dalle discese con la slitta, pattino su un lago ghiacciato...
AN-VE. Laghi ghiacciati in Brianza?
R.SIL. Non so se fosse Brianza, so che faceva un gran freddo e ogni tanto passava qualche renna inseguita dai lupi. (Estrae da sotto il praticabile un fucile e spara un colpo con rinculo) Madonna che botta! Oh la mia testa! (Si tiene la testa disperato) Il mio cervello!... Mi sento nel cranio piu' di un cervello, quanti ne ho? Aiuto, aiuto, l'iniezione, ti prego, fammi l'iniezione!
AN-VE. (da una scatola estrae una siringa e si accinge a praticare l'iniezione) Tirati giu' i pantaloni che ti buco sulle natiche.
R.SIL. Ti dispiace farmela sulla spalla?
AN-VE. Perche'?
REGISTA Perche' la spalla non e' mia, e' del mimo che mi sta dietro. (L'attrice esegue).
MIMO MARCELLO (gemito di piacere) Aaaah!
R.SIL. Ti piace, eh?! E' la stessa cura che fa il senatore Colombo. Molto buona... sto gia' meglio... Ma, scusa se ti assillo ancora, c'e' una cosa che mi tormenta: cos'e' che ti ha fatto allontanare definitivamente da me?
AN-VE. Sono un po' imbarazzata a parlarne ma tentero'. S'e' trattato di cavalli.
R.SIL. Cavalli? Io allevavo cavalli? Oh, questo mi piace: fin da ragazzino andavo pazzo per i cavalli!
AN-VE. No, no, non hai mai allevato cavalli!
R.SIL. Ah, no? Peccato!
AN-VE. Un giorno, nella villa che abitavamo ad Arcore, hai assunto uno stalliere.
R.SIL. Allevavo stallieri?
AN-VE. No, era li' al nostro servizio, stava perfino a tavola con noi. Veniva dalla Sicilia e te lo aveva procurato il tuo amico Dell'Utri.
R.SIL. Dell'Utri? Non mi piace... fa collezione di libri antichi e quando sono sporchi li ricicla.
AN-VE. Non far confusione... a parte che per il riciclaggio e' stato assolto... Stai attento, Dario, che ti becchi una querela. Ad ogni modo c'era questo siculo, stalliere, ma non avevamo cavalli. Per di piu' era uno con un sacco di pendenze giudiziarie, tipo truffa, assegni a vuoto, sequestri...
R.SIL. Un delinquente! E cosa ci faceva a tavola con noi?
AN-VE. E' quello che chiedevo anch'io e tu mi rispondevi: "Lo stalliere!" "E cosa ci fa uno stalliere qui se non abbiamo cavalli?" "Giusta osservazione! Domani compro un cavallo purosangue!"
R.SIL. Purosangue? Bello!
AN-VE. Detto fatto, arriva uno stallone, un animale inavvicinabile che scalcia e azzanna come fosse una bestia feroce.
R.SIL. Oh, stupendo! (Con uno sgabello esegue pantomima di doma cantando) Castralechio sero hop hop hop! (Mima di essere buttato in aria e di cadere riverso sulla scena).
AN-VE. Basta con 'sto russo!
R.SIL. Basta russo.
AN-VE. Quel purosangue era proprio focoso, nessuno riusciva a montarlo, tanto meno lo stalliere. Immediatamente ho avuto il dubbio che quel "cavallante" non ne sapesse niente di stalloni e di allevamenti.
R.SIL. Ah, ma allora il cavallo era un pretesto per mascherare la sua presenza in casa nostra?
AN-VE. Si', credevo fosse cosi' e invece mi sbagliavo.
R.SIL. Ah si'?
AN-VE. Se ne intendeva e come! Tant'e' che proprio qualche giorno dopo mi e' capitato di sollevare per caso la cornetta del telefono e sentire due voci: la sua e una che veniva dall'esterno. Lo stalliere gli si rivolgeva con molta deferenza e lo chiamava don Vincenzo.
R.SIL. Don Vincenzo? Cos'era un prete?
AN-VE. Non so, aveva un forte accento palermitano.
R.SIL. Palermitano? Di che parlavano?
AN-VE. Di cavalli: "Quanti cavalli devo accattare?" chiedeva il nostro. E l'altro: "Accattane un paio per adesso, ma bada che siano freschi e che non siano spezzati con qualche pastoia da allungo. Taglialo in due."
R.SIL. Mezzo cavallo? E che e'?
AN-VE. "Portamelo su al secondo piano del Grand Hotel!"
R.SIL. Un cavallo al secondo piano del Grand Hotel?! Magari sull'ascensore?! Ah! Ecco perche' solo meta': un cavallo intero non ci entra!
AN-VE. Ad ogni modo io ho pensato trattasse con una macelleria. Poi ho scoperto che un cavallo nel gergo dei trafficanti e dei mafiosi corrisponde a dieci chili di droga pulita!
R.SIL. Modica quantita' per uso personale.
AN-VE. Cinque chili corrispondono a mezzo cavallo. Di li' a qualche giorno ascolto una lite furibonda fra te e il Dell'Utri, presente lo stalliere. Arrivano dei Carabinieri e lo arrestano.
R.SIL. Chi? Dell'Utri?
AN-VE. No, il cavallante. E nello stesso tempo tu scopri che i giornali dicono che quello stalliere e' un mafioso. E allora vai su tutte le furie e te la prendi anche col Dell'Utri.
R.SIL. Oh, finalmente mi scopro come si deve! No, no, non puo' essere successo nella mia casa. L'abitazione di uno che fra qualche anno diventera' Presidente del Consiglio! Ma dove siamo in Bolivia, Equador? (Grammelot in spagnolo cantando) Cavron!
AN-VE. No, lo spagnolo, no!
R.SIL. Desculpame!
AN-VE. (avvicinandosi) Stai calmo, (gli accarezza la testa) forse e' soltanto frutto della mia immaginazione un po' contorta... da noi un fatto del genere non potrebbe mai accadere.
R.SIL. Ma dove siamo? In che paese? (Musica in sottofondo).
AN-VE. In Italia, caro, il Paese dell'Umanesimo e della Democrazia, fondato sulla Resistenza e con una Costituzione inattaccabile, assoluta, anche grazie a te, Silvio, che la difendi, la proteggi!
R.SIL. Oh si', continua, continua cosi' che mi sento rigenerato. Grazie! (Inizia a spogliarsi degli elementi che costituiscono il "trucco del nano" e si toglie gli stivali che ha infilato nelle mani) Stop! A 'sto punto siamo arrivati al raccordo di cui le parlavo all'inizio. Silvio, come impazzito, fugge... qui tocca a lei, signora Lario, recitare la scena madre della scomparsa di suo marito. Vada con la ricerca di Silvio. Silvio s'e' perduto. Dov'e' Silvio...
ANASTASIA Va bene, sono pronta...
REGISTA Vada.
AN-VE. Silvio! Rispondi! Dove sei?! Hai visto mio marito?
MIMO DEBORAH (entrando) No... purtroppo l'ho perso di vista. E' da ieri che non ne so niente.
AN-VE. Chissa' dove s'e' nascosto. E' mia la responsabilita': con quei miei discorsi l'ho mandato del tutto in tilt. (Squilla il telefono).
MIMO DEBORAH Pronto?

Entra in scena REGISTA-EDUCATORE parlando a un cellulare.

REGISTA-EDUCATORE
Buonasera. C'e' la signora?
MIMO DEBORAH Si', subito. Signora, c'e' l'educatore dei suoi figli.
AN-VE. Ciao caro, sono disperata. Silvio non si trova piu'!
REG-EDUC. Te l'ho trovato io.
AN-VE. Dove?
REG-EDUC. E' qui a Palazzo Chigi.
AN-VE. E che ci fa li'?
REG-EDUC. Ha indetto una riunione di Governo urgente e segreta. Io sono riuscito a entrare con Giuliano Ferrara nascosto sotto la sua sciarpa.
AN-VE. E che succede? Che sta combinando?
REG-EDUC. E' fuori di se'! Sta dicendo che scioglie tutto, partito, Governo e manda tutti quanti a quel paese!
AN-VE. Perche'? Vuol arrivare a elezioni anticipate?
REG-EDUC. No, non vuole piu' niente! Ha gridato "Io non ci sto a tutte 'ste gabole ignobili. Basta di buttare all'aria tutta la Costituzione pur di bloccare i miei processi!"
AN-VE. Perche'? Vuole farsi sbattere in galera?
REG-EDUC. Pare di si'... "Se abbiamo sbagliato dobbiamo pagare come i cittadini normali!" E tutti i ministri: "(Grande risata) Ah! Ah! Ah! Che divertente, ah! Ah! che spiritoso!" E lui s'e' arrabbiato e ha detto: "No, non sto facendo dello spirito, e' una cosa seria!" Ma i suoi ministri non ci stanno, urlano come ossessi. Li si sente dalla piazza. Per me sta rischiando anche il linciaggio.
AN-VE. Oh, mio Dio!
REG-EDUC. Previti l'ha aggredito e ha tentato di buttarlo giu' per le scale del palazzo.
AN-VE. Oh, no! Ancora con la testa sui gradini.
REG-EDUC. Per fortuna si e' messo in mezzo Buttiglione, e' finito lui giu' per le scale.
AN-VE. E che e' successo?
REG-EDUC. Si e' rotto... tutto il vino rovesciato sui gradini.
AN-VE. Non scherzare, per favore!
REG-EDUC. Non scherzo affatto, sono tutti li' che brindano, vin santo!
MIMO GESSICA (Entrando) Attenzione! Il Presidente sta parlando in televisione in una riunione di governo con tutti gli esponenti della Casa delle Liberta'.

Appare in video la figura di Silvio con controcampi di ministri e parlamentari, di volta in volta allocchiti e vocianti.

R.SIL. Mi riconoscete? Sono Silvio, il vostro premier. Date pure la colpa di tutto quello che e' accaduto a me. A cominciare da voi, avvocati divenuti senatori, sono io che vi ho costretti a entrare in politica per fabbricarmi nuove leggi che mi salvassero dalla galera. E' commovente. Se penso che tutti voi del mio branco... voglio dire... del mio gruppo e dei gruppi consociati, avete agito sempre e solo a mio vantaggio, e non certo per i vostri bassi interessi, ne' per i cospicui compensi, ne' tantomeno per acquisire potere... se penso a tutto questo mi sento salire le lacrime agli occhi! I nostri detrattori, dall'Europa all'America, ci accusano di aver fatto nascere una Repubblica Anomala. Io Anomalo, tutti voi Anomali, che avete votato in favore delle leggi a mio vantaggio. Come diceva Machiavelli: "Voi uomini del Principe vi siete posti a testuggine per permettere a me di montare sulle vostre teste pur di apparire piu' grande, senza un lamento..." nessuno che abbia mai urlato: "Porca miseria, Silvio! Mi stai staccando un orecchio!". Tutti abbioccati e silenti. Non dimentichero' mai il valore di questo vostro sacrificio, ma ora vi lascio liberi! Ora e' arrivato il momento degli addii. Ci lasciamo. Ma prima di lasciarvi voglio ancora ringraziarvi con tutto il cuore per come mi avete difeso anche quando sono andato letteralmente via di testa, quando ho dato dei disturbati mentali ai giudici; ho detto che tutta la magistratura e' un cancro da estirpare; ho insultato il responsabile socialista tedesco definendolo un kapo'; ho dichiarato che i musulmani non possiedono cultura, specie quella scientifica, mettendo nei guai l'amico Bush, dimenticando che loro, gli arabi, hanno inventato i numeri e sono stati i primi a sviluppare la scienza matematica e le progressioni algebriche. Chi ha inventato lo zero assoluto? Lo chiedo anche a voi: chi ha inventato lo zero assoluto? Dico la verita', io credevo che fosse stato Tremonti. E ancora gaffes, battute infelici su chicchessia. Ma voi, generosi, non avete mai torto la bocca... mai un cenno di dissenso... Grazie! Grazie per la vostra piu' che smaccata piaggeria! Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi ma solo di leccapiedi, come il nostro!

Entra in scena il regista-educatore Veronica e' seduta sulla sinistra intenta a leggere dei giornali.


REG-EDUC. Perdona l'irruzione, Veronica, hai seguito il discorso di tuo marito...
AN-VE. Scusa, ma sono sconvolta. Guarda tu (sfoglia un quotidiano) se una notizia del genere la devo venire a sapere dai giornali.
REG-EDUC. Si', ci avevo dato un'occhiata poco fa, ma solo ai titoli.
AN-VE. E' una storia pazzesca! Mi avevano raccontato che Silvio era cosi' frastornato per via di un tomborlone e qui vengo a scoprire che invece gli hanno sostituito meta' cervello. Capisci? E' un bicefalo! Ho un marito bicefalo!
REG-EDUC. Beh, da bicefalo se la cava abbastanza bene.
AN-VE. E in questo giornale inglese spiegano anche il perche' si e' trasformato in una specie di Abele sperduto che non sopporta la pur che minima furfanteria.
REG-EDUC. Appunto, com'e' che s'e' trasformato in un buonista del genere?
AN-VE. Dicono che e' successo come in fisica: mezzo cervello di Silvio, mezzo di Putin, due cariche negative, le metti in contatto, succede un ribaltone e vien fuori un soggetto di carica completamente positiva.
REG-EDUC. Certo, due negativi si incontrano e scatta il positivo, cosi' si spiega tutto.
AN-VE. Ma adesso stanno costringendo il chirurgo russo a intervenire con un altro trapianto su Silvio.
REG-EDUC. E cosa ti combinerebbero?
AN-VE. Tolgono il frammento del cervello di Putin e lo sostituiscono con un altro frammento di cervello piu' idoneo a ripristinare la personalita' originaria di mio marito.
REG-EDUC. Ma e' da pazzi! Scommetto che dietro questa operazione c'e' Previti...
AN-VE. Bravo! L'hai indovinato. Ah ma io non glielo permettero' mai! Il marito e' ancora mio, e se gli toccano il cervello stavolta gli sparo a tutt'e due: prima a Previti, poi a Silvio!
REG-EDUC. (guardando il computer sul tavolo di fronte a loro) Attenzione! Su internet stanno arrivando lanci di agenzia sensazionali. Leggi...
AN-VE. In seguito alla notizia di un altro probabile trapianto, Bossi ha offerto la meta' del suo cervello. "Tanto" - ha dichiarato - "quel mezzo che mi rimane e' piu' che sufficiente per dirigere la Lega Padana e insegnare il dialetto agli immigrati di colore".
REG-EDUC. Stupenda dedizione! Ah ecco, qui ce n'e' un'altra: Bondi, detto l'Omino di Burro, ha offerto a sua volta il proprio cervello. Ma a un esame di compatibilita' per l'innesto si e' scoperto che quel suo pallore da budino e' dovuto al fatto che il suo cerebro e' stato interamente bollito alla coque.
AN-VE. Il primo ad accorrere, portando la sua testa a disposizione, e' stato Emilio Fede. I chirurghi hanno effettuato un piccolo foro nel suo cranio, quindi hanno proiettato impulsi per la risonanza magnetica: ne e' uscito un ritorno con la classica eco, da effetto vuoto!
REGISTA (il regista ripete "Fede" a mo' di eco) Basta cosi'. Sorpresa: altro colpo di scena! Il comitato dei medici russi ha deciso di risolvere il problema con metodo piu' rapido e sicuro.
AN-VE. E cioe'?
REGISTA Si butta tutto all'aria!

Entrano in campo i due mimi travestiti da agenti speciali, portando una sedia dove fanno sedere, a forza Veronica

AN-VE. Chi sono questi?
REGISTA Sono forze speciali agli ordini di Previti con il compito di eliminarla. (I mimi puntano contro la donna, le pistole).
AN-VE. Oh mio Dio! Per che ragione? Che ho fatto?
REGISTA No, no, esagerati! Non serve sparare, basta farla uscire dal ruolo di moglie del Presidente, toglierle questo scialle!

I mimi si limitano a toglierle lo scialle ed escono.

ANASTASIA E adesso che son tornata Anastasia, che faccio?
REGISTA Rientra nei panni naturali di fanatica militante del Polo e controlla che tutto vada per il meglio.
ANASTASIA Quindi mi ha promossa a nuova portavoce governativa? Grazie, sono il nuovo Bondi!
REGISTA Prego!
Dal di dentro arriva la voce registrata Silvio urlante.
REG-SIL. No! Non voglio fare l'elettrochoc! (Entrano i mimi che reggono un pupazzo che riproduce esattamente le sembianze di Silvio-nano. Il pupazzo si agita e cerca di divincolarsi) Mi fate il solletico!
ANASTASIA-MILITANTE Gli fate l'elettrochoc?!
REGISTA (trasformato in chirurgo) Beh, diciamo una specie... in quanto sempre si tratta di scariche elettriche al cervello.
AN-MILIT. Oh mio Dio! Ma cosi' rischiate di rovinarcelo del tutto!
REG-CHIR. Si', il rischio c'e', ma e' l'unica speranza di rivedercelo tornare con la grinta di prima. Inoltre ne avra' un grande vantaggio...
AN-MILIT. Quale vantaggio?
REG-CHIR. Gli fara' crescere i capelli!
AN-MILIT.. Capelli?! Sara' al massimo una peluria...
REG-CHIR. No, no, proprio capelli, una folta capigliatura. Silvio ci andra' pazzo!
AN-MILIT. Dove va adesso?
REG-CHIR Vado a trasformarmi un'altra volta nel piccolo Silvio, per dare il cambio al pupazzo. (Il pupazzo viene portato fuori scena).
AN-MILIT.. Senta, mi scusi, mi faccia una cortesia, l'ho intuito, penso anche il pubblico, ma mi faccia vedere... come fa a trasformarsi nel piccolo Silvio?
REGISTA Glielo mostrero' poi da dietro le quinte...
AN-MILIT.. No, no, lo faccia adesso, sono sicura che anche loro lo vogliono vedere, lo faccia per favore...
REGISTA Beh, se insiste... portate il costume per il cambio. Ecco, questa e' una specie di gualdrappa e in verita' si chiama parannanza... questi sono i pantaloni, ci si infilano le braccia, e le mani dentro le scarpe, anzi stivali... adesso si aprono i praticabili e si scende in trincea. E' fatto tutto a livello. Marcello e' il mimo che sta dietro di me... bisogna naturalmente muoversi in simbiosi straordinaria perche' il ritmo e' determinante a tutto il racconto... pian piano diventiamo una persona sola... ed e' straordinario... eccoci... A questo punto riprende lo spettacolo... "Scusi devo andare di la' un attimo..." (Buio).
AN-MILIT. Ma torni presto per favore, son qui da sola, al buio per di piu'.

Piena luce. Rientra Silvio-nano con sul capo una folta parrucca ed e' seduto su una poltrona regale.

R.SIL. Dio che scariche! Mi hanno frollato un po' troppo!
AN-MILIT. Oh, Presidente! Ma e' splendido! (Accenna a porsi in ginocchio) Come sta? Come si sente?
R.SIL. Bene! Un po' cotto! (Scuotendo il capo) Ma cos'e' che mi si agita sulla testa?!
AN-MILIT. Capelli! Una stupenda capigliatura! Si guardi!

Entra in scena un mimo con uno specchio, dopo che Silvio si e' rimirato se ne va.

R.SIL. Miracolo! Sono io o Cesare Ragazzi? Non ne posso piu' di buttarmi in acqua! Sono felice!
AN-MILIT. Presidente, mi riconosce? Sono la responsabile del gruppo di Milano Due.

Entrano i due Mimi portando due microfoni che pongono davanti ad Anastasia e Silvio.

MIMO GESSICA Attenta che quasi certamente il bombardamento strizza-lobi avra' cancellato dalla sua memoria tutto quello che e' avvenuto negli ultimi tre mesi.
AN-MILIT. Cioe' compresa la crisi con il terremoto politico?
MIMO GESSICA Appunto.
AN-MILIT. Oh mio Dio! Che disastro!
MIMO DEBORAH Signora, devo avvertirla che da 'sto momento siamo in diretta con tutti i rappresentanti del Governo in carica. Lei fara' da portavoce, anche riguardo alle domande che porranno i vari Ministri.
AN-MILIT. (si infila una cuffia acustica e si rivolge a Silvio,) Signor Presidente, tutti i rappresentanti del governo in coro chiedono come si sente.
R.SIL. Bene! Benissimo... In gran forma... forma... forma... (scodinzola i capelli e se li ravvia con gesti vistosi) forma...
AN-MILIT. (ascoltando dalla cuffia e parlando al microfono) Tutti la stanno applaudendo! Basta cosi'... Il Presidente e' piuttosto scosso... Siate brevi, non dimenticate che esce da un intervento molto difficile, stressante... Altre domande prego! Si'... va bene Onorevole... glielo chiedo subito. Signor Presidente, alcuni suoi ministri vogliono sapere se lei e' ancora deciso irrevocabilmente a presentarsi domani all'apertura del suo processo.
R.SIL. Che processo?
AN-MILIT. Quello sospeso qualche mese fa... per la corruzione dei giudici...
R.SIL. Ma scherziamo?! Se l'abbiamo schivato bloccandolo con quello schifo di lodo Schifani sull'impunita'.
AN-MILIT. Purtroppo Presidente, lei ha ordinato che fosse annullata proprio la settimana scorsa quella legge...
R.SIL. Io ho ordinato cosa?! Sono diventato pazzo io o voi?
AN-MILIT. Non so. Ad ogni modo lei ha costretto il Presidente della Repubblica, che l'aveva appena approvata, a firmare immediatamente il rigetto e l'annullamento.
R.SIL. Ha firmato l'annullamento della legge che mi salva dal finire in galera?! Non ho piu' protezione!
AN-MILIT. Si', e ha fatto annullare non solo quest'ultima legge, ma anche tutte le altre.
R.SIL. Quali altre?
AN-MILIT. La cancellazione del falso in bilancio, il condono edilizio, la tassa di successione, la Cirami, la Schifani, la Gasparri...
R.SIL. Basta! E' roba da Apocalisse! Ma come si e' arrivati a 'sto massacro?
AN-MILIT. Su suo ordine! L'ha imposto al Consiglio dei Ministri e al Parlamento.
R.SIL. E l'hanno accettato? (Parlando al microfono) Parlo a voi onorevoli, deputati, senatori del Polo che mi state ascoltando, rispondete: come avete potuto accettare una follia del genere?
AN-MILIT. Dicono che lei, lei, Presidente gliel'ha imposto!
R.SIL. E nessuno di voi ha reagito?! Spararmi dovevate! Ma cosa mi e' successo?
AN-MILIT. Le hanno sparato, appunto.
R.SIL. Come dice?
AN-MILIT. Niente...un lapsus...
R.SIL. Dovevate fermarmi, mettermi il bavaglio, legarmi al letto di contenzione, farmi dieci iniezioni di Valium misto a Fecatlon, quello per addormentare i cavalli! Che dicono, cosa rispondono?
AN-MILIT. Stanno urlando tutti, arriva solo una gran caciara!
R.SIL. Per carita', niente panico. Domani si bloccano tutte le leggi abrogate e si ripristinano.
AN-MILIT. Dicono che non si puo'.
R.SIL. Chi lo dice?
AN-MILIT. I suoi avvocati, quelli che lei ha fatto eleggere senatori. E' troppo tardi, ripetono, domani deve assolutamente presentarsi al Tribunale.
R.SIL. Ma scherziamo?! Per il Presidente del Consiglio la parola 'assolutamente' non esiste! Io non saro' presente, causa impegni politici improrogabili per dieci anni. Per dieci anni non saro' presente!
AN-MILIT. No, mi dispiace, i processi hanno precedenza assoluta su tutti gli impegni politici.
R.SIL. Chi l'ha detto?
AN-MILIT. Lei, Presidente! E l'ha fatto decretare dal Parlamento con votazione urgente. E Ciampi l'ha firmato.
R.SIL. Ma quel Ciampi firma tutto, per Dio! Ha la frenesia di firmare! Per favore, un chiodo e un martello, inchiodategli 'sta mano firmaiola! No, no, no... basta la manica... A proposito, quanti processi avrei?
AN-MILIT. I suoi avvocati dicono una decina.
R.SIL. E quanti anni rischio?
AN-MILIT. Beh, calcolando sui due-tre anni a testa, oltre trent'anni.
R.SIL. Trent'anni?! Uscirei che ho piu' o meno cento anni? Per il mio centenario? No, non ci sto! E che? Mi sono fatto crescere 'sti bei capelli apposta solo per mostrarli agli ergastolani?! No niente... anzi... a proposito... ho un'idea! Liberalizziamo le carceri, voglio dire, privatizziamole!
AN-MILIT. Cosa vuol dire?
R.SIL. Facciamo come in America: negli Stati Uniti le prigioni, i penitenziari, sono stati dati in gestione ai privati.
AN-MILIT. Come sarebbe in gestione?
R.SIL. Sarebbe che un certo numero di imprenditori sono diventati proprietari di galere. Lo Stato paga per ogni detenuto che fa ospitare.
AN-MILIT. Ma tu guarda! Questa si' che e' liberta' di mercato!
R.SIL. Noi faremo lo stesso! Metteremo all'asta tutte le prigioni ed io, potete giurarlo, vincero' ogni asta di acquisto! Io andro' in galera nelle mie carceri, carcerato da me medesimo, nelle piu' sontuose carceri del mondo, saranno davvero galere a 4 stelle, anzi 5, 6, come dice quel gran cervello del Ministro Castelli! Faro' un carcere a Portofino, uno a Capri, uno a Panarea, uno a Cortina... E mi faro' trasferire ogni settimana in un paradiso diverso, a seconda del clima e delle stagioni! Bella cosi' la vita! Che genio sono!
AN-MILIT. Formidabile! I suoi ministri stanno impazzendo! Sentisse come applaudono!
REGISTA No, no, e' tagliato... tutto tagliato...
ANASTASIA (uscendo dal personaggio) Che dici? Ma come, fai un taglio e non mi dici nulla? Tutti che gridano: "Silvio e' risorto!"
REGISTA No, no, taglia! Taglia! Se lo facciamo risorgere in teatro poi quello pretende di risorgere anche nella vita normale... tra 2000 anni ce lo ritroviamo qui! (Si toglie l'abito da nano) Benissimo! Sono sicuro che questa scena funzionera' che e' una meraviglia.
ANASTASIA Cosa vuole che funzioni? E' cosi' paradossale!
REGISTA Ah si'? E allora le voglio dare una notizia che di certo non le dara' grande soddisfazione.
ANASTASIA E cioe'?
REGISTA Cioe', questa notte, via satellite, abbiamo trasmesso per un centinaio di emittenti europee e americane un estratto delle scene che abbiamo girato ieri.
ANASTASIA Quelle che ho recitato anch'io?
REGISTA Certo.
ANASTASIA Ma come vi siete permessi? E' un abuso! Eravamo d'accordo che solo dopo la mia approvazione...
REGISTA No signora, ha letto male. E quando mai l'interprete di un film mette naso fra il produttore e il distributore?
ANASTASIA Va bene, va bene, mi avete incastrato. E allora, cos'e' successo?
REGISTA L'ha detto: un grande successo! Tutti hanno esclamato: "Andate avanti cosi' che e' una bomba!" (Battendo i piedi) Oh mio Dio!
ANASTASIA Che c'e'?
REGISTA Mi sento come dei ragnetti che mi camminano sotto l'abito, dappertutto... e mi pungono!
ANASTASIA No, non sono ragnetti, ma dei bacherozzi di nome suciape'o.
REGISTA Bacherozzi?! Sono velenosi?
ANASTASIA Velenosissimi! Vengono tutti dall'istituto di aracno-tossicologia.
REGISTA (saltando qua e la') E le avete portati voi? Qualcuno della disinfestazione, per favore... (Alza la cornetta del telefono).
ANASTASIA Lasci correre. E' inutile che cerchi di telefonare, e' tutto bloccato, comprese le porte.
REGISTA Chi ha combinato 'sta trappola?
ANASTASIA Noi, e' tutta opera nostra. Dei V.P.L..
REGISTA V.P.L.? E che e'?
ANASTASIA "Volontari Protezione delle Liberta' Milano Due" e anche i mimi sono nostri affiliati.

Entrano i tre mimi.


REGISTA Ma figuriamoci, state recitando tutta 'sta pagliacciata solo per terrorizzarmi...
ANASTASIA Certo! Fino alla morte!
REGISTA E allora loro? Lei? I suciape'o non vi pungono?
ANASTASIA No, gli abiti che indossiamo sono di tessuto repellente a ogni tipo di ragno.

I mimi versano il contenuto delle taniche sul pavimento e sulle apparecchiature tecniche.

REGISTA E adesso cosa state facendo con quelle taniche?
ANASTASIA Ci abbiamo ripensato. Non posso sopportare l'idea che lei finisca avvelenato da questi orrendi animaletti.
REGISTA Grazie.
ANASTASIA Percio' preparo il rogo sacrificale.
REGISTA Cos'e'? E' una nuova forma di censura?
ANASTASIA Certo. Sara' un incendio doloso, dell'intiero palazzo. Ma nessuno scoprira' mai niente del perche' e del percome cio' sia accaduto. Lei sparira' nel nulla con tutte le sue registrazioni. Tutto continuera' come prima.
REGISTA Ma lei e' pazza! Aiuto!
ANASTASIA Ecco! Adesso accendino, (i mimi fanno scattare un accendino, ne vediamo la fiamma) straccio, lo buttiamo (eseguono) e ce ne andiamo. (Fanno per gettare a terra lo strofinaccio).

VOCE FUORI CAMPO Stop! Perfetto! Basta cosi'. Lo spettacolo e' finito, complimenti!
ANASTASIA Eh?! E chi e' questo?
VOCE F. CAMPO Sono il regista del film. Mi trovo al piano superiore.
ANASTASIA Ma come? Non e' lui il regista?
REGISTA No, lui e' solo un attore, ma se proprio lo vuol bruciare, faccia pure! Attori come lui non e' difficile trovarne in quantita'.
ATTORE Ah, grazie!
REGISTA Prego. Con lei, signora, devo congratularmi calorosamente per l'improvvisazione drammatica e reale che ha messo in scena. Questo thriller sotto finale dei ragnetti schifosi e dell'incendio e' impagabile! Propongo senz'altro di offrirle un raddoppio di tutto il cachet!
ANASTASIA Se lo tenga pure per intiero il suo cachet. Io brucio tutto!
ATTORE E no! Ma e' un vizio!
REGISTA Signora, puo' gettare tutti gli accendini che vuole: dentro quelle taniche c'e' solo dell'acqua colorata e profumata di benzina. Gliele abbiamo scambiate noi.
ANASTASIA E MIMI (all'unisono) Maledetti!
REGISTA In compenso le voglio dare una buona notizia: tutto il filmato, compresa la sua stupenda interpretazione, e' stato visto e proiettato da migliaia di emittenti di tutto il mondo. Siamo ancora in diretta, salutate, inchinandovi verso le telecamere. E' stato un trionfo! Da oggi lei e' una star da Oscar. Grazie a tutti. Bravi! Grazie ancora di tutto. Buio!

FINE


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