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24 Luglio 2004 - Il quotidiano comico delle buone notizie
Patch Adams


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Questo e' l'ultimo numero di Cacao prima delle ferie estive, ed e' anche l'ultima "puntata" del seminario di Patch Adams dedicato alla vita come gioia.
E noi, gioiosamente, vi auguriamo buone vacanze! A rileggerci il 30 agosto.

Patch: Adesso parlatemi, fatemi domande!!! Parlatemi! (applausi)
Se c'e' una qualsiasi cosa che io abbia detto che vi ha fatto arrabbiare o se non siete d'accordo con me su qualcosa, perche' non controbattere?

Pubblico: Stamattina parlavi di poeti, di tutte le poesie e della letteratura che rappresenta non il bello ma cio' che e' triste, forse perche' ... ad esempio, quando una persona ha un amore corrisposto non pensa come un poeta che se ne sta li' nella sua stanza a scrivere poesie; questa persona si interessa della persona amata e sta con lei. Invece, chi non ha un amore corrisposto ha il tempo di immaginarsi tutte le cose che sono state scritte. Non mi sono spiegato bene, lo so ...

Patch: Forse ti posso dire che io nel mio piccolo appartamento ho dodicimila libri, la letteratura degli ultimi centosettanta anni, tra gli italiani ho Malaparte, Svevo, Silone, Pirandello e in tutti i paesi di cui leggo la letteratura non trovo nessuno scrittore la cui intera opera parli della celebrazione della vita. Sarei d'accordo sul fatto che uno scrittore possa scrivere un libro su un amore infelice, ma quello che voglio dire e' che tra tutti quei dodicimila libri non ci sono cinque scrittori che scrivono a proposito della vita come di una festa. Io penso che scrivano su quello che vedono e su quello che sanno.
Fanno un gran bel lavoro, il paradigma del dolore e' descritto magnificamente nella letteratura. Il mio scrittore preferito e' Dostojevski: se qualcuno vuole capire che cosa sia la sofferenza, penso che lo possa capire meglio da lui che da qualsiasi altro, ne fa un quadro talmente grande e giusto, eppure non ha scritto nemmeno un libro sulla felicita' della vita. Quindi, uno dei problemi che abbiamo se vogliamo capire e conoscere la gioia e': dove la troviamo? Certamente non nella televisione americana. Non nell'arte moderna. E' molto difficile trovarla nella musica moderna, almeno la musica che conosco io. Penso che i bambini imitino quello che vedono e che conoscono, e che cosa vedono? Adulti arrabbiati, tristi, solitari... non vedono gente cosi' (canta, balla, ride...) Immaginate come sarebbero i bambini se le strade della loro citta' fossero piene di gente cosi'!
Io, come persona che vive la gioia, so che ovunque una persona dimostri gioia, l'ambiente in cui essa si trova si muove verso la gioia, anche in un campo profughi. Allora se volete che i vostri figli vedano adulti felici e abbiano un'idea di che cosa sia la gioia, la felicita', vi chiedo aiuto per farlo.

Pubblico: (la persona che ha parlato precedentemente) Ti chiedo scusa, avevo frainteso quello che hai detto stamattina sui poeti in generale.

Patch: Si', penso che ti sia confuso. Altri?

Pubblico: Io ho questo problema: io vivo nella gioia, perche' anch'io cinque anni fa ho fatto la stessa scelta che hai fatto tu. Io insegno la gioia e vivo nella gioia, pero' ho fatto degli errori precedentemente con i miei figli perche' mi hanno vista invece vivere il dolore. Io ho avuto diverse sofferenze prima di fare questa scelta e oggi che propongo ai miei figli la gioia e che loro mi vedono - perche' io ho dei gruppi a cui insegno e sono gioiosa anche in casa - sento che ne hanno fastidio, mi dicono perche' fai la buffona? Se esco vestita da clown mio figlio si vergogna. Uno ha sedici anni e l'altro diciotto e si nascondono, mi dicono: "Non farti vedere dai miei amici, per favore, mi vergogno". Io insegno nella scuola ai ragazzi della loro eta', ma in casa con loro e' un disastro perche' ogni volta che io rido loro mi richiamano, quindi non so cosa fare perche' sembrano vergognarsi di me. Come si fa in questo caso? Chiaro, prima ho fatto vedere un'immagine di me che era diversa, adesso non mi riconoscono, non sanno chi sono e rimangono disorientati. Che fare?

Patch: A dir la verita', penso che tu non debba fare proprio niente. Penso che se una persona decide di essere qualcosa che vuole essere, quello e' cio' che e' quella persona. Se gli altri rispondono o meno a questa scelta e' una cosa loro, e' una loro convinzione.
Io con i miei figli ho avuto un'esperienza simile e spesso mi hanno detto: "Non fare cosi'". Io so che col tempo hanno imparato ad apprezzarlo perche' non ero solo buffo e divertente, ma li amavo anche appassionatamente; entrambi i miei figli mi vedono come il loro migliore amico e tuttavia a volte li metto ancora in imbarazzo.
Io faccio sapere a tutti coloro che sono interessati qual e' la mia filosofia e che non e' una filosofia che li deve far sentire bene o male. Sono una persona di volonta': la mia volonta' e' quella di fare del mio meglio per la pace e la giustizia e lo faro'.
I miei figli vedranno la mia coerenza. Al pių giovane e' piaciuto molto di pių che non al primogenito, questi adesso ha ventiquattro anni e mi dice che sono il suo migliore amico. Sono sempre stato il genitore che gli amici dei miei figli volevano avere nella loro compagnia perche' era divertente stare con me; quelli pių grandi adesso sono cresciuti e sono miei amici.
E' buffo pensare che una persona venga da te e ti dica: "Non essere cosi' felice e allegro!" C'e' qualcuno che va in giro a dire alla gente: "Non lamentarti sempre e non essere cosi' cinico"? No, possiamo essere cinici, arrabbiati, indifferenti, ma Dio vieta di andare in giro sciocchi e felici!
Io sono qui per creare problemi. Se anche voi siete qui per creare problemi, cercate di essere molto chiari nella vostra intenzione e io vi diro': "Continuate!". Tutti i figli si vergognano dei genitori, anche se i loro genitori sono molto seri e normali. Quindi solo perche' i genitori dei loro amici sono normali ritengono che i loro genitori siano strani. Rilassatevi! Tutto chiaro? Tutti sceglieranno la felicita' quando vogliono.
Isabella, prego!

Isabella: Volevo dire che e' un po' dura andare da uno sconosciuto e dire: "Io ascoltero' i tuoi problemi"; questo ti risponde: "Che cavolo vuoi, chi sei? chi ti conosce? Non te li racconto gli affari miei. Non ti conosco" ed e' finita la storia, no?

Patch: Bene, questo succede e se questo vi scoraggia dal continuare, smettete. Stamattina ho parlato del fatto di aver chiamato a caso dei numeri di telefono per una o due ore al giorno per due anni: alla fine di quel periodo ero diventato molto bravo. Il mio stile non e' di andare li' e dire: "Dimmi tutti i tuoi problemi! Parlami della tua gioia!!!" (grida) perche' ho provato a fare cosi'... in questo caso e' una vera e propria esibizione. Posso farti una domanda, Isabella?

Isabella: Provaci!

Patch: No, non provo, lo faro'! Hai notato nella tua interazione con la gente che col tempo si impara qualcosa?

Isabella: Dell'altra persona?

Patch: Puoi imparare qualcosa, diciamo in generale, dell'interagire con le altre persone.
Posso essere ancora pių diretto con te: tu sei una bella donna; quando una ragazza diventa una bella donna e' una buona idea riuscire a "leggere" gli uomini e una donna di trenta anni, se ha imparato qualcosa, puo' avere una comprensione migliore della piega che sta prendendo una conversazione rispetto a quando ne aveva venti. E' possibile, secondo te? Si'. Quindi la scelta che tu fai a quindici anni potrebbe essere molto meno intelligente di quella che fai a trenta.
Non e' sempre cosi'. Di nuovo faccio riferimento al West Virginia, che e' uno stato in cui si picchiano le mogli: c'e' la donna che chiede il divorzio da un uomo che la picchia e si risposa con un uomo che la picchia. In questo caso non ha imparato molto.
Quindi, cosa ti sto dicendo? Quando mi avvicino a un estraneo, un lui o una lei, per fare conversazione, ho dentro di me cinquantacinque anni di esperienza e voglio veramente trasmettere qualcosa a questa persona, desidero che questi capisca che io voglio conoscere chi e'.
Quello che sento adesso praticamente per tutte le persone con cui provo e': "Bene, questa persona parlera' con me", perche' ho imparato a trasmettere le vibrazioni di interesse, di sicurezza, di divertimento, di curiosita' e poi voglio veramente sapere chi sono. L'ho imparato facendo tanti errori e non mi faccio scoraggiare dagli errori. Quando chiamo un numero a caso, se qualcuno mette gių... accidenti! Imparo qualcosa. E se era il mio primo numero fatto a caso, magari smetto, ma non fa parte di me il fatto di smettere. Mi piace fare esperimenti, se provo qualcosa voglio provarlo con migliaia di persone diverse e poi magari traggo una conclusione. Se lo faccio con cento persone, magari la conclusione non sara' tanto brillante o non tanto quanto se avessi provato con mille.
Pero' questo non sta a significare che se non avete l'esperienza non imparerete niente. Sto parlando dell'intenzione, della volonta' di creare collegamenti con la gente. Quindi, per esempio, Isabella tenta, diciamo, la tecnica numero 37; solitamente la tecnica 37 funziona con ragazzi che hanno ventotto-ventinove anni, un'altra funziona bene con i ragazzi di 35 anni, ma se questo invece le dice: "Vai via, donnaccia!" Isabella chiaramente puo' anche rispondere peggio e probabilmente non si instaurera' una lunga conversazione tra i due. Ma forse Isabella puo' rispondere: "Mi dispiace, non intendevo forzarti, ero semplicemente interessata alla gente, cercavo un modo giusto per iniziare una conversazione con te. Vuoi che me ne vada?". Penso che da questo momento puo' iniziare una vera conversazione... certo sara' pių facile che facendo questo gesto... (e qui Patch fa il classico "tie'", mostrando cioe' il posto del braccio dove si appoggia l'ombrello...) Nella nostra societa' si fa cosi' tutto il tempo e per questo la gente si sente sola.
Il problema e' sperimentare: provate, rilassatevi! Io ho passato tutta la vita a fare queste cose e adesso sicuramente ho pių esperienza di quando avevo quarantacinque anni o trentacinque o venticinque, perche' questo e' quello che la gente chiama "vibrazioni". Leggete queste vibrazioni! Si tratta anche di istinto, pero' penso che potete avere comprensione dagli altri se provate questo desiderio di mettervi in contatto con le persone e non essere invece sospettosi, dubbiosi nei loro confronti.
Ci vorra' veramente poco tempo per cominciare a farvelo piacere.
Siete nell'autobus, ora di punta, almeno sei persone appiccicate attorno a voi, avete da fare un viaggio di dieci minuti; qui potete fare almeno sei esperimenti: "Oh, che bel cappello!" "Oh, grazie". "Che cosa sta mangiando signora?" "Che cosa sta leggendo?" "Bello questo libro". Questi sono dieci minuti sull'autobus, immaginatene trenta: siete in banca, qualcuno e' davanti a voi, qualcuno e' dietro, pių fate, pių giocate... a me piace fare cosi'... "Buongiorno!" (qui Patch fa una piroetta, il pubblico ride e applaude)
Se utilizzo il divertimento, questa e' la cosa che attira di pių. Il mio cuore esce e va verso di loro: e allora - anche in qualita' di medico! - posso sentire che a qualcuno di loro il mio atteggiamento da' fastidio; ma se sento che qualcosa li disturba penso che sia perche' e' arrabbiato e c'e' qualcosa che lo fa star male, altrimenti non c'e' motivo di essere maleducati o arrabbiati nei confronti di un estraneo, a meno che non dia veramente fastidio. Il primo giorno in cui decidete: "Faro' amicizia con gli altri" non dovete prendere di punta una tale persona, ma dopo due o tre anni comincerete veramente a farlo perche' sapete che in qualche modo, se sarete in grado di entrare in rapporto con questa persona, potrete riuscire a fargli passare la sua rabbia. Sicuramente sapete che non era arrabbiato con voi perche' voi gli avete solo fatto una domanda. Quindi ci vuole empatia: le persone che sono arrabbiate, astiose, hanno molti danni dentro e se non siete pronti quel giorno ad affrontare quella rabbia, allora dite semplicemente: "Grazie, grazie mille". Ok, prego.

Pubblico: Volevo chiederti: questa tecnica di approccio alle persone ... tu ne parli come di una cosa positiva in se' perche' in quel momento questo approccio ti da' la gioia di far sorridere una persona. C'e' una finalita' pių profonda o diversa oltre a quella di strappare quel sorriso e dare quel momento di gioia, e cio' e' innegabile; ma mi sembra di capire - dimmi se parlo bene - che tu ritieni comunque che oltre a ricevere, imparare e affinare questa tecnica nel continuare a riprovarla, ricevi anche qualcosa da questa persona, anche se e' povera spiritualmente, anche se e' triste, arrabbiata; tu ritieni comunque di ricevere qualcosa di positivo e di arricchirti come persona, anche da chi sembra non abbia niente da dare.

Patch: Ogni volta certamente, e' cosi'. C'e' una ragione sottostante: la pace e la giustizia. Provate a dare pace e giustizia a tutto l'universo. Sicuramente lo faccio per me, sicuramente anche per me, mi piace proprio la compagnia della gente; quindi se io sto li' attaccato al bus ho un'inclinazione naturale ad entrare in relazione con gli altri; non posso venire li' e toccarti, devo essere un po' pių lento nel farlo e dirti: "Ciao!" E se riesco a venire verso di te forse tu avrai la tentazione di venire verso di me. I miei primi esperimenti su questo mi hanno mostrato che non sempre questo e' il modo giusto all'inizio. Quindi prova, perche' l'obiettivo e' mettere fine alla violenza!
C'e' un'altra domanda, vai!

Pubblico: Io penso che il tuo cuore meraviglioso e' aiutato da un fisico meraviglioso... (urla e applausi) Ma se io faccio una piroetta in autobus, nessuno se ne accorge... tutti guardano, cosi', questa piccolina che gira... o magari metto i trampoli, buona idea...!

Patch: Ho un'idea per te: puoi unirti a tutte le persone che hanno la valigetta, la ventiquattrore; vai sull'autobus, apri la tua valigetta, tiri fuori una scaletta, ci sali sopra e poi fai il giro. Il fatto e' che se fai questo, tutto l'autobus si mettera' a ridere e in breve tempo tutti i bassi della citta' si chiederanno: "Come era la scaletta, con due pioli o con tre?" E poi tutti cominceranno a portarsi la scaletta in spalla. Perche' non pensi ad una soluzione divertente? Non e' sempre vantaggioso essere alti. Hai mai visto gli autobus indiani? Per me e' quasi praticamente impossibile viaggiare nei bus in India... Ci deve essere un buon motivo anche per essere bassi; quando ti fai fare un vestito ci vuole meno stoffa.

Pubblico: Anch'io avrei una domanda per te. A volte e' un problema, mi piace ascoltare le persone - questo e' anche il mio lavoro - ma a volte trovi delle persone che parlano cosi' tanto, sono logorroiche, parlano e parlano e parlano e tu non hai la possibilita' di dire niente, cercare di farli ridere, dire qualcosa di bello. Quale tecnica mi suggerisci in questo caso ... a parte andarsene via?!

Patch: Parli di un paziente?

Pubblico: Anche altre persone, a volte anche i genitori.
Patch: Prima di tutto, preparati a divertirti. Gliel'hai mai detto? Hai mai detto: "Parli troppo, troppo velocemente e di niente", gliel'hai detto? Qualche volta l'ho fatto ed e' andata bene. Oppure potresti prendere un modellino di te fatto in cartone, vai al bagno, lo metti li' e poi te ne vai per un po'. Potresti dire che invece di un discorso che dura un'ora, hai soltanto mezz'ora, quindi se vuole un'ora devi rallentare della meta'. Oppure ancora fai cinque di queste sessioni e devono ascoltarsele a casa.

Pubblico: Si', a volte ho cercato di registrarli.

Patch: E' sempre importante dirlo a queste persone; se lo pensi glielo dici e se lo rifanno glielo ridici di nuovo. Forse tu sei l'unica persona onesta nella loro vita perche' magari gli altri fanno cosi': "Aiuto arriva Giovanni!" Devi essere onesto con loro. Magari hai il metronomo, una parola ogni click...

Pubblico: Hai ragione, in effetti una volta un amico di questi pazienti mi ha detto "guarda che ho capito perche' non ha amici".

Patch: Semplicemente perche' c'e' molta disonesta' in giro e la gente non ti dira' mai cio' che realmente pensa... Una persona stamattina mi raccontava di esser andata dal medico e questi si e' approfittato sessualmente di lei: le ho detto che avrebbe dovuto alzare la voce ma non l'ha fatto. Le donne sono famose per non parlare quando si approfitta sessualmente di loro. Se siete in autobus e un uomo vi tocca il seno, fare cosi' lo scoraggerebbe (urlando): "Smettila di toccarmi il seno!!!"
Abbiamo cosi' tanti problemi semplicemente perche' non parliamo, sempre e ovunque: non vogliamo ferire l'altro oppure abbiamo paura o per qualsiasi altro motivo cosa. Ritengo che se tu fai terapia, la fai nel modo migliore essendo onesto; puoi dire: "Hai visto che questa cascata di parole, questo fiotto continuo che ti esce dalla bocca allontana la gente?" Lo sa che li allontana, pero' prova sempre, sperimenta sempre, aumenta. Queste persone possono camminare e far coincidere ogni passo con una parola; magari si puo' provare con la musica, forse una musica lenta e gli si puo' dire: "Parla al ritmo di questa musica, adesso". E' mai capitato che fossero interessate a quello che dicevano, ti hanno dato una volta la possibilita' di dire qualcosa di interessante? Molte delle persone che fanno cosi' hanno bisogno di aiuto e di onesta'.

Pubblico: Ti piacciono i fiori gialli Patch?

Patch: Se mi piacciono i fiori gialli? Non ho mai incontrato un fiore che non mi piacesse. Si', mi piacciono soprattutto quelli gialli.

(Diego, del "partito dei Claun" si avvicina a Patch offrendogli un mazzo di fiori)
Pubblico: Allora ecco qua! Ginestre!

Patch: Vuol dire che devo cantare l'opera?

Pubblico: Patch! Ti piacciono i colori rossi e rosa?

Patch: Si'i'i'i'! E non ho mai trovato un palloncino che non mi piacesse. Grazie!!!


PS: ci č stato chiesto di segnalare i libri scritti da Patch Adams. Eccone due:
"Salute! Ovvero come un medico-clown cura gratuitamente i pazienti con l'allegria e con l'amore" (Editore Apogeo Collana URRA, 14,46 euro)
"Visite a domicilio - Come possiamo guarire il mondo una visita alla volta"
(Editore Apogeo Collana URRA, 7,23 euro)


BUONE VACANZE !!!


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A cura di:
La redazione