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Sembra
facile ma è difficilissimo, prova a farlo e verifica
di persona. In realtà il problema è che ci
si impegna troppo nel fare attenzione a quando l'avversario
lascia cadere la banconota. Così si fa lavorare il
cervello razionale che verbalizza tutto e quindi è
lentissimo. Se vuoi, puoi moltiplicare per 5 la velocità
dei tuoi riflessi. Anche in questo caso, si tratta soltanto
di attivare la mente inconscia e la muscolatura profonda
(che quando vuole è fulminea). Come si fa? Anche
qui useremo un trucco. Bisogna pensare, come al solito,
una cosa assurda... cioè bisogna pensare di avere
già preso la banconota. Non devi pensare ad altro.
Non ordinare alle dita di afferrare i soldi. Fai finta di
averli già presi. Immagina le tue dita che stringono
già la banconota, il contatto dei polpastrelli sulla
carta. Vedrai che dopo uno po' ci riuscirai acquistando
una velocità sorprendente. Arriverai a prendere la
banconota lasciandola cadere solo per 2 cm. Per riuscire
non devi pensare.
Come
funziona
Sembra strano che le dita si chiudano automaticamente, ma
non lo è poi tanto. Ritorniamo all'esempio già
fatto. Se un auto ti sta investendo, non ti metti a pensare
che devi muovere prima la gamba destra o quella sinistra.
Altrimenti l'auto ti stritola. La paura che ti prende quando
il mezzo sta per travolgerti, modifica il normale modo di
funzionare del tuo cervello. Non pensi più a cosa
devi fare, ma a dove spostarti per salvare la pelle. Cioè
la tua attenzione si sposta sull'obiettivo che vuoi raggiungere.
Come raggiungerlo è un compito che viene trasferito
naturalmente dal cervello razionale a quello istintivo.
Se ti è capitato di salvarti da un pericolo attraverso
un'azione rapida, avrai notato dopo che ti ricordi solo
il momento precedente e quello successivo all'azione. Il
momento dell'azione non l'hai registrato. Proprio perché
il tuo cervello razionale, durante l'azione, era disattivato,
e perciò non ha potuto registrare gli avvenimenti.
Soltanto quando il tuo cervello è spento ottieni
il massimo della velocità del tuo corpo Perché
puoi avere difficoltà a prendere le mille lire al
volo? Comunemente usiamo il nostro cervello razionale per
comandare le azioni. Tu guardi le 1000 lire. Le 1000 lire
iniziano a cadere. Il tuo cervello identifica quello che
succede. Ordina alle dita di chiudersi. Le dita si chiudono.
Tutto questo procedimento è troppo lento. Infatti
la banconota cade, per questo bisogna agire usando i riflessi
istintivi. Siamo troppo abituati a pensare che si dominano
tutti i movimenti e che nulla può accadere fuori
dal nostro controllo razionale. Ma, come si è visto,
non è così. Ripeti questo esercizio fino a
che non arrivi a prendere al volo la banconota. Se non ti
riesce di pensare che l'hai già presa prova semplicemente
a rilassarti e insisti con i tentativi. Prima o poi riuscirai.
Quando finalmente sarai riuscito, continua ancora. Cerca
di "fotografare" la sensazione che hai nel cervello
mentre acchiappi le 1000 lire, e prova a riprodurla. Usa
questo sistema quando ti lanciano un paio di chiavi o ti
cade un bicchiere. Dopo i primi tentativi riusciti, vedrai
che diventa facilissimo. Esercitati per qualche giorno e,
quando ti capita, usa lo stesso sistema (pensare di esserci
già riuscito). Oppure usalo mentre giochi a freccette,
a tennis o a pallavolo. Anche in questo caso, nel tempo,
assisterai a una mutazione. Via via ti viene spontaneo usare
questa tecnica per prendere un oggetto al volo o per mirare.
Gli arceri giapponesi lo impiegano da secoli. Mirano immaginando
che la freccia abbia già colpito il bersaglio, o
immaginando la freccia conficcata nel centro, oppure pensando
di essere tutt'uno con la freccia e il paglione. E' solo
un trucco attraverso il quale si attiva la mente inconscia.
E' lei a prendere la mira. Questa capacità non ha
niente a che vedere con "i poteri della mente"
che spingono la freccia... Infatti il cervello inconscio
è in grado di mirare solo dopo che ha imparato tutto
sulla traiettoria della freccia, e questo avviene solo dopo
centinaia di ore passate a scagliare frecce con l'arco.
Non è un miracolo, è solo una tecnica elementare
per sviluppare appieno le nostre potenzialità. Però
funziona talmente bene che ormai anche gli arceri occidentali
che praticano il tiro rapido la utilizzano. Seguendo questo
metodo ti accorgerai di essere in grado di riafferrare al
volo gli oggetti che ti cadono di mano senza neppure averlo
deciso. Ciò accade quando si è concluso il
processo di riattivazione dei circuiti inconsci della muscolatura
profonda e dei riflessi istintivi. Perché accada,
ripeto, non occorrono mesi di noiosa pratica quotidiana.
Basta ripetere l'esperimento per alcuni giorni per fissare
l'esperienza e ricordarsi poi, quando serve, di usare questi
circuiti. Il processo di perfezionamento è automatico.
Infatti non si tratta di imparare qualche cosa di nuovo
o di creare nuove capacità, ma soltanto di riattivare
un sistema operativo naturale che ci siamo dimenticati di
usare. E' come per i neonati, se li butti in acqua subito
appena nati nuotano ma se non hanno più occasione
di farlo, in seguito non ne sono più capaci. Solo
quando si è imparato a stare a galla ridiventa istintivo
muoversi nel modo giusto (ovviamente imparare a nuotare
"con stile" richiede l'apprendimento di una particolare
tecnica, ma questo è un altro paio di maniche). Il
discorso sulla riscoperta dei processi naturali è
molto importante ed è centrale per spiegare meglio
perché il cambiamento rapido è possibile,
proprio seguendo questa politica dei piccoli passi che propongo.
Se ti è stato possibile sollevare una valigia senza
sforzo e prendere la banconota al volo, hai già ottenuto
un cambiamento profondo del tuo modo di essere. La soddisfazione
del risultato raggiunto ti ha fatto piacere e avrai voglia
di riutilizzare questi sistemi per ottenere altri risultati
positivi, che ti gratificheranno e ti motiveranno a continuare
ulteriormente a sperimentare. E questo avverrà senza
sforzo, senza doverti autoimporre una disciplina. La soddisfazione
di cambiare senza sforzo ti darà allegria e incomincerai
ad apprezzare questo tuo cervello inconscio che, poverino,
quando gli spieghi bene cosa vuoi, usando un linguaggio
che lui capisce, ti ubbidisce fedelmente, regalandoti performance
strabilianti. Così, la riscoperta di un piccolo elemento
della tua personalità diventa un piccolo cambiamento,
un modulo, un frattale che si autoriproduce. Alla fine la
tua concezione di te stesso sarà modificata. Davanti
a un problema, prima di tutto, sceglierai quale circuito
mentale utilizzare. Così come quando ti siedi davanti
al computer decidi per prima cosa quale programma usare,
a seconda del lavoro che vuoi svolgere (è ovvio che
anche il cervello razionale ha i suoi vantaggi, se devo
compilare la dichiarazione dei redditi e cerco di farlo
usando la mente inconscia ottengo risultati spaventosi).
Chiedersi quale circuito usare porta inevitabilmente a riscoprire,
identificare finalmente un mondo che fa parte di noi ma
che non guardiamo mai. Avete riflettuto su quante cose facciamo
usando almeno in parte il circuito istintivo?
Le
foto di UNA SETTIMANA DI YOGA DEMENZIALE
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