La casa ecologica del Premio Nobel. Dalla rivista svedese Kloka Hem

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Testo: Andrea Wesslén

Foto: Gunilla Welin

Traduzione italiana: Vania Di Febo

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Casa Ecologica Dario Fo Alcatraz

Dario Fo vince il Nobel nel 1997. L’attore e autore teatrale, le cui opere più famose furono scritte agli inizi degli anni 70, è stato uno scrittore attivo e politicamente coinvolto per più di 60 anni.

Oggi ha 87 anni.

Vive in una casa ecologica che Jacopo ha fatto costruire appositamente per lui. Nella parte centrale di Alcatraz, assieme al ristorante, la piscina calda e la palestra, c’è una casa costruita appositamente per i genitori di Jacopo – il premio nobel, scrittore e attivista Dario Fo e l’attrice, autrice e donna politica Franca Rame.

E’ la prima casa ecologica costruita da Jacopo e fa da modello e prototipo alle case che sorgeranno nell’ecovillaggio.

Per far sì che la casa potesse avere un giardino pianeggiante e stabile, racconta Jacopo che ha partecipato alla costruzione, sono stati piantati dei piccoli alberi e molte piante di Vetiver, le cui radici raggiungono nel terreno fino a 5 metri di profondità.

- Le radici degli alberi e delle piante mantengono il terreno saldo. In questo modo la vegetazione riesce a crescere abbondantemente, cosa che non sarebbe stata possibile se avessimo asfaltato l’area. Dice Jacopo.

Quando si entra in casa si notano innanzitutto le grandi finestre. La vista sulle colline verdi dà la sensazione di essere all’aperto, nonostante ci siano dei grandi e comodi divani. Le pareti sono rivestite di pino che trattiene il calore dell’ampio salone. Non è tutto – qui dentro fa caldo, nonostante l’aria gelida che c’è fuori.
Il riscaldamento a pavimento della casa lavora in tutte le stanze e si nota subito che funziona bene.

Come tutto il resto di Alcatraz anche qui è pieno d’arte. Una tela enorme poggia contro il muro e la scrivania è piena di ritratti e disegni di Dario. Questo è un luogo fatto per disegnare, scrivere e discutere. La vena artistica della famiglia si nota persino sulle ringhiere della scala esterna.

Quando Kloka Hem parla della sua casa ecologica, Dario s’illumina subito d’orgoglio.

- Lo sai vero, che questa casa è rivoluzionaria?

Fo racconta che molte classi universitarie sono venute a visitare la casa, un po’ perché è stata costruita in maniera insolitamente ecologica, ma anche perché la casa ha una speciale struttura antisismica – cosa che può essere molto importante in questa parte di mondo.

La casa di Dario Fo. I particolari.

Il riscaldamento a pavimento.

L’acqua dell’impianto a pavimento è riscaldata da una caldaia che brucia cippato di legna. Questa viene dai boschi di Alcatraz, ma qui non sono del tutto soddisfatti di questo sistema. Per questo hanno iniziato a sperimentare un metodo di riscaldamento attraverso il compostaggio del cippato invece della sua combustione. Si tratta di passare delle spirali di tubo in un mucchio di cippato che fermenta. I batteri che decompongono la materia organica scaldano l’acqua fino a 70 gradi per stabilizzarsi in un secondo momento intorno ai 50°. Andrea Brugnolli, che ha costruito il sistema, ci spiega che il legno decomponendo produce tre volte l’energia del legno che brucia e che il processo dura fino a 18 mesi.

- Quando il processo è finito e smette di scaldare, il materiale esausto diventa un ottimo fertilizzante.
Questo compost riesce a trattenere l’acqua fino a sette volte il suo peso, il che riduce drasticamente il consumo idrico agricolo.

Brugnolli spiega che questo è uno degli aspetti che avvicina Alcatraz alla permacultura.

- Vogliamo imitare i processi del bosco cercando di favorirlo invece di bruciarlo. Per il momento il termocompost è utilizzato solo per scaldare l’acqua della piscina calda, ma l’esperimento ha avuto talmente successo che il sistema sarà replicato per i riscaldamenti a pavimento nell’ecovillaggio – e a poco a poco sarà sostituito anche il riscaldamento della casa di Dario.

L’acqua calda

L’acqua calda sanitaria viene scaldata dai pannelli solari sul tetto, racconta Andrea Brugnolli. Poi viene accumulata in una cisterna da 1000 litri Solvis ed è usata per le docce, i lavandini e l’acqua della cucina.

Le acque reflue

Le acque grigie e nere filtrano attraverso tre livelli di fitodepurazione e finiscono in uno stagno. L’acqua piovana, che viene usata per lo sciacquone, filtra scorrendo attraverso una serie di cisterne che contengono diversi tipi di pietre. Queste trattengono i batteri, spiega Jacopo Fo, e quando l’acqua ha completato il percorso, è sufficientemente pulita.

L’isolamento

E’ importante menzionare a proposito d’isolamento che, essendo in Italia, è più probabile che in casa faccia troppo caldo, che troppo freddo. Comunque sia, la costruzione deve essere efficiente per entrambi i casi. Lo strato esterno delle pareti è costituito da roccia macinata e poi rimodellata assieme a resina. Questa è fissata a pannelli di cartongesso, che Jacopo spiega essere fondamentale per dare forza alle pareti e difenderle dalle radici. Prima dello strato di bitume è stata lasciata un’intercapedine per far si che la temperatura si mantenga più fresca d’estate. Aldilà dello spazio vuoto c’è uno strato sottile di gesso, poi 14 cm di fibra di legno e infine lamellare di abete. Nella parte interna c’è una seconda intercapedine, più stretta della prima, che termina con lastre di gesso.
Anche nel tetto c’è un’intercapedine che facilita la circolazione dell’aria e mantiene una temperatura
interna fresca d’estate, e uno strato di fibra di legno.
Nelle fondamenta la casa è isolata con uno strato di lana di roccia, uno di poliuretano invece della fibra di
legno e un sottile strato di bitume per impedire l’infiltrazione di umidità.
Tutte le finestre hanno tripli vetri, cosa comune in Svezia ma non in un paese caldo come l’Italia.

Il sistema antisismico

Tutta la casa è percorsa da tiranti di ferro che la tengono stabile. Jacopo Fo spiega che questo protegge la casa dai terremoti impedendo al tetto di crollare.

- se dovessimo avere un forte terremoto, la casa potrebbe inclinarsi ma mai crollare.

Piani per il futuro

Jacopo Fo ha ancora molte idee per la testa ma è molto deluso di come l’Italia rimanga tanto indietro.

- L’Italia conta molti scienziati ma non ha la cultura della scienza. Credo che per questo motivo non ci siano bravi capitalisti quando si tratta di eco tecnologie.

Jacopo racconta di avere il desiderio di costruire un impianto di biogas, ma al momento non ne ha trovato un modello sufficientemente piccolo.

Uno dei nuovi progetti, che probabilmente sorgerà nell’ecovillaggio, è una casa ecologica ispirata alle tende mongole e isolata con la lana.

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