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La Città Verde
Pagina 4

Però dopo dieci anni di tentativi avevo un'editore disposto a pubblicare i primi 12 volumi dell'Enciclopedia Universale, un'opera modesta alla quale mi dedicavo dopo il lavoro per rilassarmi un po'. Così cedetti la guida di Alcatraz a un mio caro amico, che conoscevo fin dai tempi della rivoluzione comunista: Doriano Cranco, il quale negli ultimi anni ha modernizzato Alcatraz a un livello tale che la nevicata dello scorso Natale (1996) ci è costata solo due ore di mancanza d'acqua, mentre il resto della valle è restato senz'acqua per tre giorni. Abbiamo i pozzi nostri, le ruspe, i fuoristrada, i generatori di corrente.

Nel 1992, ero proprio a terra coi soldi però, per fortuna , due libri dell'Enciclopedia Universale finirono nella classifica dei Best Seller: Lo zen e l'arte di scopare eDiventare Dio in 10 mosse un manuale di yoga demenziale, una specie di zen occidentale che ho inventato rubando un po' ovunque.

Oggi come oggi, (la gestione è tornata a me dall'estate 1997) , a parte un paio di mutui trentennali la situazione bancaria è buon, e Alcatraz ha ormai più autorizzazioni, certificati, permessi, scontrini fiscali di una centrale nucleare. La gente che ci viene è entusiasta e il fatturato cresce.

Mi ritrovo però con un problema. Mi piacerebbe che questa valle diventasse qualche cosa che non ha un nome, perchè ancora nel mondo non ce n'è neppure una. Mi è venuto di chiamarla "Città verde" ed è qualche cosa di molto più vasto e complesso di un'abbazia medievale libertaria. Innanzi tutto una città verde ha una densità spaventosa di alberi. Le case praticamente stanno alla distanza di 1 km una dall'altra. L'idea è che la rivoluzione industriale non ci sarebbe mai stata se nel Medioevo non fossero nati i liberi comuni. Anche oggi ci servono luoghi fisici dove possano vivere tante persone scambiandosi esperienze e idee, creando sinergie spirituali, culturali, produttive, esistenziali e commerciali. Un tipo nuovo di insediamento ecologico che vive economicamente offrendo agli ospiti corsi d'arte e professionali, terapie e cibi biologici, produzioni culturali e artistiche, possibilità di comercializzazione, telelavoro, spazi per conferenze.

Come fare tutto questo?

Innanzi tutto non deve essere una comune, un partito o una setta religiosa. Ognuno deve avere la sua casa, la sua idea, i suoi percorsi spirituali. E non ci deve esser neanche un leader. Io non sarei all'altezza comunque, ma credo proprio che sia giusto. Una città nasce se c'è un popolo, anche se poco numeroso. E in effetti negli ultimi anni , spontaneamente, si è andati in questa direzione. Alcuni amici hanno aperto la "Locanda del Gallo" , confinante con Alcatraz, Angese ha organizzato la "Scuola di giornalismo disegnato" ; due imprenditori lombardi hanno preso in gestione il laboratorio di marmellate di Alcatraz fornendo una ditta di cibi biologici che si chiama Esenza. E poi c'è tutto un gruppo di artigiani, erboristi, artisti e commercianti alternativi che vivono nei dintorni. Tra adulti e bambini siamo ormai quasi un centinaio a vivere in questa valle. E ci sono ancora case crollate in vendita oltre ai ruderi di mia proprietà. Potremmo comprare altre case ( e altri boschi), ristrutturare tutto e arrivare a ospitare 500 persone.

Ogni tanto mi chiedo se non è una follia questo mio progetto. Ormai faccio lo scrittore a tempo pieno, come posso far realizzare un sogno che richiederebbe migliaia di ore di lavoro? E poi che succede se quando arrivano gli abitanti della città verde mi stanno antipatici ? E se poi non viene fuori tutto come me lo immaginavo? Però è più forte di me. Lo sento che alla fine succederà e comunque sarà una colossale avventura. o forse è che dopo 18 anni ormai quest'idea è cresciuta come un altro figlio che sogno abbia fortuna nella vita. Questo è veramente un posto magico. l'idea che mi è venuta ultimamente è che per far decollare tutto devo non essere più io il proprietario unico. e così ho deciso di vendere una parte, cedendo alcune quote della mia società e alcune case. Però devo essere sicuro che chi compra non tagli i boschi. E' pieno di gente che non capisce qual è il valore degli alberi. Pare incredibile ma ci sono persone che sono proprietarie di palazzi interi, yacht, ferrari, cavalli da corsa e non possiedono neppure un boschetto. Come se loro non respirassero e non dovessero garantire l'aria ai loro figli. No, gli lasciano tanti soldi. Che si respirino quelli!

Vi ho raccontato tutto questo perchè così magari vi fate un'idea di cosa vuol dire fare l'imprenditore hippie e come mai uno ci finisce dentro fino al collo volendo in realtà fare tutt'altro nella vita. Può darsi che se nel 2002 passate da Alcatraz troviate solo un paio di tranquilli agriturismi, frequentati ogni tanto da tipi strani e artisti figli del '68.


Ma può darsi anche che troviate un grande cartello con su scritto: "Città verde. Solo un gradino al di sotto del Paradiso". Abitanti : fissi 200, ospiti 300. Densità : un umano ogni 8000 alberi, 5 milioni di metri quadrati di verde, uccelli, animali selvatici e artisti. Terapie dolci e allegre, università libere, cucina favolosa, zen e cavalli mansueti. Insomma il massimo.

Intanto nel marzo 97 ha aperto un centro per ragazzi : la "Fattoria scuola"; nuovi frutteti sono entrati in produzione : more, lamponi, giuggioli, ciliegi, azzeruoli e fragoline di bosco per tutti. Per i tartufi dovrete aspettare fino al '99, ma le 2000 querce tartufigene stanno crescendo rigogliose. E anche i pesci del nuovo laghetto stanno bene. Anche perché nessuno ha il coraggio di mangiarli. Voi direte: "Ma se non vi mangiate i pesci, il laghetto che lo avete fatto a fare ?" Ed ecco il solito modo di ragionare ! Il laghetto lo abbiamo fatto per gli alberi, per dargli da bere.
I pesci li abbiamo messi solo per far compagnia alle rane, così d'estate fanno meno casino. Solo così le rane riescono ad ascoltare quello che gli dicono i pesci. Si, perché i pesci non sono muti, parlano solo molto piano.

 

Jacopo Fo, 1998


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